Perché le banche richiedono il codice LEI?

La banca richiede il codice LEI quando una persona giuridica intende effettuare un’operazione finanziaria per la quale il cliente deve essere identificato in modo univoco nei confronti della Consob. Nella maggior parte dei casi si tratta di operazioni in titoli dell’azienda.
Il codice LEI è un identificativo internazionale della persona giuridica. Grazie ad esso la banca o il broker possono verificare per conto di quale azienda viene effettuata l’operazione e presentare la segnalazione richiesta sull’operazione stessa.
Per le operazioni soggette all’obbligo di identificazione LEI, la banca o il broker possono rifiutare l’ordine se il codice manca o è scaduto. Il motivo non è una preferenza interna della banca, ma un obbligo di segnalazione previsto dalla normativa sui mercati finanziari.
Quando la banca richiede il codice LEI?
Il codice LEI viene richiesto più spesso quando l’azienda intende acquistare o vendere strumenti finanziari. Il codice LEI può essere necessario, ad esempio, per le seguenti operazioni:
- acquisto o vendita di azioni;
- acquisto o vendita di obbligazioni;
- acquisto o vendita di fondi negoziati in borsa (ETF);
- negoziazione di strumenti derivati, ad esempio opzioni, future, forward o swap;
- trasferimento di titoli, quando comporta un cambio di proprietà dei titoli.
In Italia questo riguarda, tra l’altro, i titoli negoziati su una borsa regolamentata come Borsa Italiana o su un mercato equivalente per le PMI in crescita come Euronext Growth Milan.
La banca può richiedere il codice LEI già al momento dell’apertura di un conto titoli o dell’attivazione di un servizio di investimento, in modo che la prima operazione non venga bloccata per mancanza del codice.
Perché la banca non può eseguire l’operazione senza il codice LEI?
La banca e il broker hanno l’obbligo di segnalare determinate operazioni finanziarie alla Consob. Se il cliente è una persona giuridica, per identificarlo nella segnalazione occorre utilizzare il codice LEI.
Questo obbligo deriva dalla normativa dell’Unione Europea sui mercati finanziari, in particolare dal quadro normativo MiFID II e MiFIR. L’uso del codice LEI è diventato obbligatorio per le operazioni in titoli delle persone giuridiche a partire dal 3 gennaio 2018.
In pratica questo significa che la banca deve verificare, prima dell’operazione, se l’azienda dispone di un codice LEI valido. Se il codice manca o è scaduto, la banca non può adempiere correttamente all’obbligo di segnalazione e può non eseguire l’ordine di operazione.
Il codice LEI è necessario per tutti gli investimenti?
Non sempre. Il codice LEI è necessario soprattutto quando una persona giuridica effettua operazioni con strumenti soggetti agli obblighi di segnalazione dei mercati finanziari.
Una persona fisica che agisce esclusivamente a titolo privato non può ottenere un codice LEI. Chi opera nell’ambito di un’attività economica registrata, ad esempio come impresa individuale, può invece essere idoneo. Il codice LEI potrebbe non essere necessario se l’azienda acquista soltanto quote di fondi di investimento non negoziati in borsa. Per lo strumento specifico, è la banca o il broker a stabilire se l’operazione rientra nell’obbligo di segnalazione e se il codice LEI è necessario.
Cosa succede se non si dispone del codice LEI?
Se l’azienda non dispone di un codice LEI, deve richiederlo prima di effettuare l’operazione. La richiesta di un nuovo codice avviene online e, se i dati sono corretti, il codice LEI viene solitamente rilasciato rapidamente.
Se il codice LEI esiste già ma è scaduto, non è necessario richiederne uno nuovo. Il codice esistente deve essere rinnovato. Il codice LEI in sé rimane invariato, ma dopo il rinnovo il suo stato torna nuovamente valido.
Nel database GLEIF, lo stato LAPSED indica una registrazione LEI che non è stata rinnovata entro la scadenza. Il campo Next renewal date indica la data entro la quale i dati LEI devono essere confermati nuovamente.
In quali altri casi può servire il codice LEI?
Il codice LEI viene utilizzato principalmente sui mercati finanziari, ma il suo ambito di applicazione è più ampio della semplice compravendita di azioni e obbligazioni. Il codice LEI può essere necessario anche:
- nella segnalazione degli strumenti derivati ai sensi di EMIR;
- nel contesto dell’autorizzazione e della segnalazione dei prestatori di servizi per le cripto-attività;
- nel registro delle informazioni DORA, se l’azienda fornisce servizi ICT a un’istituzione finanziaria dell’UE;
- nella verifica di un partner commerciale o di un cliente, quando si desidera identificare a livello internazionale una persona giuridica.
Per quanto riguarda EMIR, l’ESMA chiarisce che nella segnalazione degli strumenti derivati i codici LEI vengono utilizzati per identificare le controparti che sono persone giuridiche.
Per quanto riguarda DORA, questo non significa che ogni azienda tecnologica debba richiedere automaticamente il codice LEI. Il codice può essere necessario quando un’istituzione finanziaria deve identificare in modo univoco il proprio fornitore di servizi ICT nel registro delle informazioni DORA.
Per saperne di più: DORA e il codice LEI
Domande frequenti
La banca può richiedere il codice LEI?
Sì. Se un cliente che è una persona giuridica intende effettuare un’operazione per la quale la banca o il broker ha un obbligo di segnalazione, la banca deve identificare il cliente tramite il codice LEI.
Una persona fisica ha bisogno del codice LEI?
Il codice LEI non viene rilasciato alle persone fisiche. Il codice LEI è destinato alle persone giuridiche e a determinate strutture legali.
Un codice LEI scaduto è valido per effettuare un’operazione?
No. Per effettuare l’operazione, il codice LEI deve essere valido. Se lo stato del codice è scaduto, deve essere rinnovato prima dell’operazione.
Il codice LEI esistente deve essere stato richiesto tramite la banca?
No. Il codice LEI è un identificativo internazionale. Per la banca è importante che il codice sia valido e collegato alla persona giuridica corretta.
Cosa fare se la banca richiede il codice LEI?
Se l’azienda non dispone ancora del codice LEI, deve richiederlo. Se il codice esiste già, verificane la validità nel database GLEIF o presso il proprio fornitore di servizi LEI. Se il codice è scaduto, rinnovalo prima di effettuare l’operazione.